agosto 4, 2016

Antiscivolo Pavimenti in Calcestruzzo

Antiscivolo Pavimenti in Calcestruzzo

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scivolosità


Antiscivolo Pavimenti in Calcestruzzo

4WardNanotech e la lotta contra i pavimenti scivolosi

Antiscivolo Pavimenti in Calcestruzzo: la resistenza allo scivolamento dei Pavimenti in Calcestruzzo , attiene alle caratteristiche superficiali del suo rivestimento che possono ostacolare o facilitare lo scorrimento di corpi in movimento su di esso.

Tale attributo è condizionato principalmente dall’attrito e, quindi, dal livello di rugosità e dalle condizioni in cui si trova la superficie del rivestimento.

La resistenza allo scivolamento della superficie di calpestio descrive, infatti, le condizioni cinematiche e dinamiche del movimento di un corpo a contatto con essa.

Antiscivolo Pavimenti in Calcestruzzo:

Il parametro generalmente utilizzato per descrivere il livello di scivolosità dei Pavimenti in Calcestruzzo:

E’ il coefficiente di attrito radente statico o dinamico, che corrisponde a una grandezza adimensionale dipendente dalle caratteristiche dei materiali delle due superfici a contatto durante il cinematismo.

Il raggiungimento dei valori di resistenza alla scivolosità previsti dal DM 236, è valido per le piastrelle prodotte in fabbrica.

È chiaro che questi comportamenti istituzionali non possono certo favorire una “cultura della sicurezza nelle pavimentazioni”, determinando in molti casi confusione tra progettisti, utilizzatori e pavimentisti.

 

I METODI DI PROVA

Antiscivolo Pavimenti in Calcestruzzo 

Attualmente i metodi più utilizzati per la determinazione del grado di scivolosità nelle pavimentazione sono sostanzialmente 3:

  • Metodo inglese BCR Tortus ;
  • Metodo americano ASTM C1028 ;
  • Metodo tedesco DIN 51.130 (per pavimentazioni pedonabili con calzature)

DIN 51.097 (per pavimentazioni pedonabili a piedi nudi)

Illustrazione dei metodi :

  1. A) BCR Coefficiente dinamico riproduce, mediante un dispositivo mobile, la resistenza che materiali standardizzati, quali gomma e cuoio.
  2. È il metodo di riferimento anche per il DM 236/89 che nelle condizioni di Gomma asciutta e Cuoio bagnato prevede un coefficiente > 0,40
  1. B) il metodo statunitense ASTM (C1028) misura un coefficiente di attrito statico.
  2. Mediante un dinamometro, si determina la massima forza orizzontale necessaria per iniziare il movimento tra l’elemento scivolante e la superficie della pavimentazione sia in condizioni asciutte che bagnate.

 

Limiti dei due metodi illustrati:

Entrambi i metodi sono di facile esecuzione anche su superfici posate, ma presentano dei limiti quali:

  1. A) LO STRUMENTO TORTUS O SKID TESTER non è in grado di apprezzare il contributo in presenza di molta acqua sulle superfici rugose.
  2. B) ASTM C1028 I valori associati alla valutazione del test non danno indicazioni dettagliate in ordine alle possibili diverse destinazioni d’uso dei locali.

Ma esistono anche le norme  DIN 51.130 e 51.097 che rappresentano le due diverse versioni del medesimo test per determinare il così detto angolo di rischio nelle due diverse condizioni.

L’inclinazione della pedana di prova viene aumentata con velocità costante fino all’angolo a cui la persona mostra insicurezza nella deambulazione.

In questo caso il coefficiente di attrito è uguale alla tangente geometrica dell’angolo letto.

La prova viene effettuata applicando in un caso olio e nell’altro acqua.

Finalità del test è attribuire ad ogni materiale da pavimentazione, una classificazione (R o A).

Vantaggi dell’applicazione della norma DIN:

  1. a) un’accurata suddivisione dei locali per fasce di rischio offre una maggior dettaglio che di fatto semplifica la scelta del materiale;
  2. b) il metodo è in grado di eseguire valutazioni anche su materiali speciali a rilievo per usi industriali;

Svantaggi:

  1. a) la scelta dell’olio come condizione di prova per le normali pavimentazioni è una scelta ritenuta estrema e poco rappresentativa per pavimentazioni tradizionali;
  2. b) la componente umana necessaria per eseguire la prova si presta a qualche elemento di soggettività;
  1. c) non è eseguibile su pavimentazioni in opera ma solo su campioni e in laboratorio.

 

FATTORI OGGETTIVI DA CONSIDERARE Antiscivolo Pavimenti in Calcestruzzo :

vengono rilasciate in modo sintetico i fattori progettuali che coinvolgono la progettazione delle aree di calpestio.

Destinazione d’uso del locale e Condizioni di esercizio pavimenti scivolosi,

Valutazione delle caratteristiche generali della pavimentazione in calcestruzzo da eseguire:

  •  interno
  • esterno
  • commerciale
  • residenziale
  • alto traffico pedonale
  • presenza di umidità sporco smog
  • ecc..

Considerare le modifiche sostanziali che subisce una superficie in condizioni di asciutto o bagnato o in funzione del tipo di sporco. Dunque la rugosità deve essere subordinata alla facilità di pulizia ed eseguire una adeguata manutenzione per riportare la superficie alle caratteristiche originali.

 

Resistenza alla scivolamento: cos’è e come si misura

Un punto, dove l’aspetto cruciale è giocato dalla resistenza allo scivolamento delle superfici.

Requisito fondamentale perché un pavimento scivoloso possa essere messo a norma, garantendo la massima sicurezza degli utilizzatori e prevenendo potenziali infortuni.

La grandezza che esprime la resistenza allo scivolamento è il coefficiente di attrito: quanto più alto è questo, tanto minore è la scivolosità.

Esistono più metodi per misurare il coefficiente d’attrito delle pavimentazioni: le metodologie più conosciute, in vigore nei vari Paesi a seconde delle normative vigenti:

  • B.C.R.A.
  • DIN
  • ASTM
  • PENDULUM
  • UPI
  • R 9729

 

B

certificazione

C

slip

 

LA RUGOSITA’ DELLA SUPERFICIE

La rugosità è la proprietà che ha una superficie di un Corpo costituita da microimperfezioni geometriche intrinseche o risultanti da lavorazioni meccaniche.

Tali imperfezioni si presentano generalmente in forma di solchi o scalfitture, di forma, profondità e direzione variabili.

La rugosità di una superficie può essere misurata mediante strumenti denominati rugosi metri.

Il procedimento di misura della rugosità consiste nella registrazione del profilo della superficie ottenuto lungo una determinata linea di misura (o di scansione.

Tale profilo viene poi analizzato definendo un parametro numerico che costituisce la misura della rugosità.

Parte fondamentale del processo di calcolo dei vari parametri di rugosità è l’operazione di filtraggio che consente di ottenere una misura della sola qualità della superficie, depurata dagli effetti che gli errori di geometria del pezzo hanno sul profilo misurato.

Ma attenzione :

Il valore di rugosità non è però sufficiente per definire completamente le caratteristiche morfologiche della superficie, in quanto profili dagli andamenti different i dallo stesso scostamento medio aritmetico presenteranno lo stesso valore di Rugosità

Per le superfici in calcestruzzo la rugosità varia tra 0,4 µm e 0,2 µm con classe di appartenenza N5 e N4.

Si possono ottenere superfici più rugose con trattamenti di finitura diversi.

Occorre comunque informare che non è possibile comparare il grado di rugosità con il valore di antiscivolosità di un pavimento in calcestruzzo poiché non esistono valori di confronto.

 

CONSIGLI PRATICI PER LA PROGETTAZIONE E PER L’UTILIZZAZIONE DELLE AREE

Controlliamo perciò che le pavimentazioni, soprattutto quelle delle vie dove circolano i pedoni, siano “sicure e facilmente percorribili”.

Così come richiedono le norme, e cioè che possiedano questi requisiti generici: “fisse, stabili, senza buche, senza protuberanze, senza ostacoli o asperità, esenti da piani inclinati pericolosi”.

Più nel dettaglio, controlliamo che:

  • gli elementi che costituiscono la pavimentazione siano uniti tra loro e, se presentano giunture, queste siano larghe meno di 5 millimetri e realizzate con materiali durevoli nel tempo;

b.) gli elementi siano piani e le eventuali asperità abbiano uno spessore massimo di 2 millimetri;

c.) sia certificata la caratteristica tecnica che conferisce ai materiali la qualità di “antisdrucciolevole”.

d.) i valori di attrito non si siano modificati per l’apposizione di strati di finitura lucidanti o di protezione;

e.) gli strati di supporto della pavimentazione siano idonei a sopportare nel tempo la pavimentazione ed i sovraccarichi previsti, e ad assicurare il bloccaggio duraturo degli elementi che la costituiscono.

pavimento scivoloso

Se per ragioni tecniche o strutturali non possiamo eliminare completamente delle zone di transito pedonale gli ostacoli fissi o mobili che costituiscono pericolo per la nostra sicurezza.

Ci assicuriamo sempre che i cartelli segnaletici siano ben visibili ed informiamo gli utenti dell’area  del loro significato.

Segnaliamo con un cartello o con coni di sicurezza il pericolo i pavimenti scivolosi per il passaggio in luoghi bagnati .

Istituiamo una procedura che regolamenti le fasi di pulizia, in modo che queste, se vengono eseguite durante il transito delle persone, garantiscano che possa avvenire sempre in una parte asciutta (ad esempio, eseguendo la pulizia “a zone” ed impedendo il transito solo in queste).

Nelle aree aperte al pubblico ci accertiamo che i cartelli indicatori riportino anche il simbolo internazionale di accessibilità.

 

 

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